Baby-Boomer e Millenial sono come l’acqua e l’olio?

In altre parole: è vero che proprio non si miscelano? Molti Baby-boomer riportano difficoltà nell’entrare in sintonia sul lavoro (ma non solo) coi Millenial (il sentimento è reciproco). La cosa non deve sorprendere perché sono due generazioni diverse per preferenze, valori e aspirazioni. Allo stesso tempo, proprio perché diverse, queste due generazioni possono imparare l’una dall’altra. Inoltre, i Millenial sono già oltre il 30% della forza lavoro negli Stati Uniti e diventeranno il 75% nel 2025. In Italia sentiamo meno il fenomeno a causa dell’alta disoccupazione giovanile, ma è chiaro anche da noi che il futuro mondo del lavoro sarà fatto da loro. Come favorire la convivenza armoniosa? Ci sono tre cose importanti di cui tenere conto avendo a che fare con i Millennial, secondo Lindsay Pollack (una guru su questo tema):

Sono millennial, ma sono individui. Non solo sono tutti diversi, ma ci tengono a esserlo e amano le soluzioni personalizzate nel lavoro e come consumatori. Dal punto di vista della carriera, percorsi e lavori dovrebbero avere maggiore flessibilità per attirare i millenial.  Questo, per inciso, è anche quello che vogliono i lavoratori over 65 per restare nella forza lavoro (questa diventerà una necessità per la società a causa dello sboom demografico).

Amano particolarmente ricevere riconoscimento e feedback. Questa generazione ha avuto genitori molto attenti che si preoccupavano di dare feedback costante. Questo è stato utile ma ha creato l’aspetativa che ciò dovesse continuare per forza nel mondo del lavoro. In realtà, dare feedback costante è un’ottima pratica di management e se i millennial ci costringeranno a farlo sarà un regalo alle organizzazioni. Il problema è che non siamo abituati così e serve un po’ di spinta, di formazione e di coaching.

Hanno praticato poco la comunicazione interpersonale.  Sappiamo che i millennial usano intensivamente la tecnologia per socializzare. Questo può essere utile, ma nel mondo del lavoro servono anche competenze interpersonali di comunicazione. Non per mancanza di attitudine, ma per priorità e consuetudini diverse, i Millennial non hanno appreso queste competenze come le generazioni precedenti (che non avevano la distrazione e la potenzialità della tecnologia e le hanno quindi dovute padroneggiare per socializzare). Dato però che amano apprendere,  se li aiutate possono imparare quello che serve. Non bisogna però dare loro la sensazione che siano carenti e mostrarsi scandalizzati del fatto che non sanno fare una telefonata o gestire un incontro. Ognuno è figlio della propria generazione,  opportunità e limiti inclusi.