Il talento è un asset solo se è agile?

Sandy Ogg (fondatore di CEO.works) ha rilasciato una intervista a McKinsey&Co. in cui spiega che:
1. Il talento organizzativo serve dove c’è possibilità di creare valore per l’organizzazione, ma il valore è un bersaglio sempre più mobile
2. Ne discende che l’agilità nella gestione delle risorse umane rende le organizzazioni più competitive: avere talento e basta, non basta. Bisogna averlo in ogni momento nel posto giusto.
3. La capacità di riconfigurare e riposizionare il talento dinamicamente è indispensabile per valorizzare questo asset. Non solo, deve avvenire velocemente, se no si da la risposta quando è cambiata la domanda.

Per le risorse umane (cioè le persone) e chi le gestisce (cioè HR e il management) le parole chiave sono rapidità e agilità. Bisogna saper cambiare secondo una coreografia dal ritmo veloce. La capacità di riconfigurare il talento è diventata indispensabile, un talento che non è in grado di rimodellarsi perde di utilità.

Le risorse umane sono un asset se sono rapidamente riconfigurabili e indirizzabili dove serve il talento.
L’articolo con l’intervista a Sandy Ogg su http://www.mckinsey.com/global-themes/leadership/using-talent-management-to-create-value?cid=other-eml-alt-mip-mck-oth-1701