Quali sono le priorità dei CEO per il 2017?

A cosa pensano i CEO? Quali sono le loro priorità? Cosa li preoccupa? In che relazione sono priorità e preoccupazioni con il talento organizzativo?

Esistono molte indagini su questi argomenti e le indicazioni non sono molto diverse. Tutte riconducono, direttamente o meno, al talento.

Le 5 priorità dichiarate dei CEO per i prossimi anni sono, nell’ordine, ma a pochi punti percentuali l’una dall’altra: Promuovere l’innovazione (21%), aumentare la focalizzazione sui clienti (19%), implementare tecnologie disruttive (18%), sviluppare e gestire il talento (18%) e potenziare  marketing, branding e comunicazione (17%). Tutto questo secondo un’indagine di KPMG (Now or never: Global CEO Outlook 2016).

Vale la pena di aggiungere che  il 99% dei CEO ha in atto piani per sviluppare e reperire il talento necessario in quanto esistono skill gap da colmare. Il 50% di loro dichiara che manca talento nelle funzioni aziendali chiave. Ciò significa che i piani rincorrono i bisogni e, per ora, non sono stati sufficienti. Un’altra indagine svolta da PwC sui CEO (19th Annual Global CEO Survey, 2016 ) conferma il dato: il 72% di loro si diceva preoccupato di non riuscire a reperire le competenze necessarie.

Il talento è l’ingrediente indispensabile e comune al raggiungimento di tutti gli obiettivi prioritari indicati. Il suo reperimento e massimizzazione continuano a essere quindi temi centrali, sempreverdi e, purtroppo, non risolti.

E le preoccupazioni dei CEO quali sono? L’88% dei CEOs è preoccupato dalla fedeltà della propria clientela. Questa è la preoccupazione primaria, a pari merito con l’economia globale, di cui temono l’impatto sulla propria azienda.Se è vero che le prime due preoccupazioni riguardano il business, attenzione perché sono seguite a distanza ravvicinata da altre più softL’86% dei CEO si lamenta di non avere tempo per pensare strategicamente alle forze, distruttive e innovative, che potrebbero influenzare il futuro della propria organizzazione. La stessa percentuale si interroga con inquietudine sui Millennials (come impatteranno sul business e sulle organizzazioni?). L’85% dei CEO è preoccupato riguardo alla competizione e alla propria capacità di erogare e produrre rispettivamente i servizi e prodotti del futuro. L’elenco continua e naturalmente compare anche la tecnologia (il 77% di loro ritiene che la propria organizzazione potrebbe fare fatica a tenere il passo con la tecnologia e il 72% dichiara di non essere preparato per un cyber-attacco).