Non mettiamo gli over 55 in naftalina prima del tempo.

La storia gloriosa di Ranieri, l’allenatore 64enne che ha portato il Leicester a un trionfo impossibile (gli scommettitori lo davano 5000 a 1), è stata commentata veramente da tutti (compresi il FT, l’Economist con vari articoli, tra cui Schumpeter, ecc.) per trarne morali, insegnamenti di management o solo per il piacere di riprendere una bella favola.

Non è però solo  la rivincita di un underdog: a mio parere questa storia dovrebbe far riflettere su quanto talento da spendere possa avere una persona a 64 anni. Non sempre le organizzazioni e la società riconoscono questa verità e, nel non non farlo, forse contribuiscono a creare una profezia che tristemente si auto-avvera, a danno di tutti.

Una volta si diceva: “largo ai giovani”. Aggiungerei: “largo agli over 55” e, più in generale: “largo al talento senza età e alla meritocrazia”.

 


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